MIMMO IL TOPO VA IN PAESE
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In una calda mattina di giugno Mimmo il topo si pregustava già il sapore di una desolata domenica nel bel centro del paese di Caldogno.
Immaginava già tutti i bambini in spiaggia, armati di secchielli e palette, scappare dalle protettive mani delle mamme che li rincorrevano armate di crema solare.
I più accaldati, invece, si sarebbero ristorati all’ombra di qualche boschetto in montagna , lasciando a Mimmo il topo tutta la piazza libera.
Con questi pensieri si era incamminato in perlustrazione quella mattina.
Ma proprio mentre si trovava nei pressi della chiesa fu attirato da strani gridolini e risate che provenivano dal suo interno. Incuriosito si arrampicò dall’impalcatura che circondava l’edificio e si soffermò a sbirciare.

Incredibile! Uno stuolo di colorati bambini fremeva tra i banchi mettendo a dura prova i genitori e rendendo difficile persino al parroco il compito di celebrare la santa messa. Ma i loro sorrisi erano talmente sinceri e il loro brusio così allegro che la chiesa sembrava trasformata in una visione surreale.
Mimmo il topo avvalorò la sua tesi allo scorgere di un immenso albero carico di frutti maturi. Si strofinò persino gli occhi nel timore di essere preda delle allucinazioni. Ma no, adesso aveva capito.
Domenica 6 giugno a Caldogno si festeggiava la Festa della Famiglia.
Accidenti, se solo si fosse ricordato avrebbe programmato la sua gita in paese per un altro giorno. Memore dell’anno precedente sapeva già che cosa lo avrebbe aspettato. E così fu!
Mollate le briglie, alla conclusione della cerimonia, tutte le famiglie si riunirono al centro comunitario per pranzare insieme.
Lì i bambini ricaricarono velocemente le batterie grazie ad un ottimo piatto di maccheroni e poi via, a scorrazzare per i tavoli. Avanti, indietro, poi a destra e a sinistra, ancora a destra e di nuova avanti. Alla fine a Mimmo il topo venne un gran mal di testa, un po’ per le corse dei piccoli e un po’ per le chiacchiere delle mamme e dei papà. Ma non smettevano proprio mai di parlare quelle belle signore?
Così a Mimmo il topo non restò altro da fare che andare a cercare ristoro all’ombra degli alberi di Villa Caldogno. Si accomodò sotto un gazebo che casualmente era stato sistemato proprio dietro un grande albero dove filtrava una brezza irresistibile. In pochi istanti si addormentò, ma il suo riposino durò veramente un attimo.
Infatti di lì a poco i bambini del centro comunitario e molti altri ancora si erano messi in gioco per i viottoli del parco della villa rendendo impossibile il sonnellino al povero topo.
Rassegnato si nascose in un angolino ad osservare tanta energia in movimento.
Attività ludiche, spettacoli, storie da raccontare e da ascoltare. E ancora domande da rispondere, bocche della verità che regalavano caramelle, forbici, colla e tanta tanta allegria.
Solo il tramonto portò refrigerio all’esausto topo che decise di incamminarsi verso casa.
Mai più in paese il giorno della Festa della Famiglia! Pensava.
In cuor suo però era stato felice di osservare che tante famiglie sapevano ancora condividere un momento di festa con tanta semplicità e spontaneità.

E poi le care mamme avevano fatto certi dolci! Da leccarsi i baffi! Sarebbe stato un peccato mancare!
Greta
SharePubblicato il 9 giugno 2010