INGLESE
Mi chiamo Linda e sono un’insegnante della scuola dell’infanzia con una gran passione per le lingue straniere!
Mi sono laureata all’università di lingue straniere di Udine nel 2004 ma per insegnarle ai bambini ho frequentato un master triennale con l’università Sapienza di Roma diventando “Esperta in glottodidattica infantile”.
Al giorno d’oggi è davvero fondamentale la lingua straniera, il cercare di abbattere le barriere linguistiche che spesso ci separano dal resto del mondo.
Cominciare dalla scuola dell’infanzia è un gran bel vantaggio!
Scopo del mio corso è portare il bambino vicino all’inglese, farglielo conoscere e amare!
Partendo dalla metodologia consolidata che ho appreso con il master, denominata con “Le avventure di Hocus e Lotus”, ho cercato di creare un mio personale percorso per cercare di sfruttare al meglio il tempo che la scuola può riservare all’inglese.
Il progetto si fonda su un elemento centrale: la narrazione. Questo si inserisce in maniera ottimale all’interno della metodologia della scuola dell’infanzia che usualmente utilizza racconti e fiabe di ogni tipo per fini didattici.
Le narrazioni in generale sono un insieme completo di dati che si intrecciano tra loro: personaggi, azioni, luoghi che appartengono al mondo circoscritto della storia.
Nella metodologia che propongo si sfrutta proprio questo aspetto della narrazione che crea il mondo immaginario dove contestualizzare avventure e lingua.
Portando i bambini a vivere l’atmosfera incantata ed a identificarsi con i personaggi del racconto, narrando insieme l’avventura che li vedrà come spettatori preferenziali, si può godere della loro attenzione e della loro curiosità.
Una delle particolarità del metodo sta poi nel rito di inizio e di fine dei format.
I bambini hanno quasi sempre nel loro bagaglio d’esperienza informazioni e ricordi che provengono da fiabe raccontate e cartoni animati visti. In molti di questi il fattore magico è fondamentale ed è spesso caratterizzato da un oggetto o da una formula magica che permette ai protagonisti di intraprendere avventure incredibili. Così avviene anche nei format narrativi. Oltre ai personaggi che appartengono al mondo della fantasia, abbiamo una formula magica da recitare insieme ai bambini, un incantesimo che ci fa volare fino al mondo in cui vivono Hocus & Lotus e che ha il grande potere di contestualizzare nello spazio e nel tempo ogni avventura. In questo mondo tutto può accadere, e quindi anche di parlare un’altra lingua e di poterla comprendere.
La formula magica in questa metodologia è il contare lentamente insieme ai bambini dall’1 al 10 (inizialmente), aumentando gradualmente il grado di difficoltà: prima i numeri vengono pronunciati dai bambini a ripetizione, successivamente, dopo la loro memorizzazione, in modo simultaneo con l’insegnante, aumentando gradualmente i numeri d’arrivo.
L’oggetto magico si identifica invece nella speciale maglietta che indosso davanti a loro. Questa è il mezzo fondamentale per l’innescarsi dei meccanismi che portano i bambini ad un impegno sincero nella comprensione della storia nella seconda lingua. Io spiego che questa maglietta è un regalo di Hocus, il mio amico draghetto del mondo dell’inglese. Racconto che me l’ha donata perché ci potessimo capire e raccontare le storie ma che ha un difetto: quando la indosso parlo e comprendo solo l’inglese!
Attraverso il format i bambini hanno la possibilità di vivere i ruoli dei protagonisti delle storie e, come avviene nelle fiabe, di identificarsi con loro lontano da tutto ciò che avviene nella loro realtà.
Oltre al racconto, ci sono tanti giochi per insegnare in maniera divertente le nozioni, quali numeri, colori, frutti, animali, che senza un giusto contesto, difficilmente vengono apprese dai bambini. Infine ci sono le canzoni che aiutano il bambino ad acquistare sempre più confidenza e fluidità nell’esprimersi nella lingua straniera.
Svolgimento di una lezione:
- ci disponiamo tutti in cerchio
- saluto in italiano
- indosso la maglietta magica e saluto in inglese
- entriamo con gli occhi chiusi nel mondo dell’inglese di Hocus e Lotus attraverso il rito magico (“one… two… three… four …” fino al dieci)
- format-narrativo prescelto (durata 20’): l’avventura di Hocus e Lotus che ci farà scoprire nuove parole ed espressioni… e ci farà tanto ridere!
- mini-musical (durata 3’), canzoncina riassuntiva della narrazione, la storia diventa un vero musical!
- momento di condivisione: dopo esserci seduti ripercorriamo mimando, con le flash cards o, dopo un paio di volte, con qualche parola spontaneamente riprodotta, le principali tappe del format
- e ora “giochiamo insieme!”: propongo un gioco diverso ogni 4 lezioni circa, in modo da dare il tempo ai bambini di comprenderne bene le regole e di assimilarne le frasi principali. Poi vengono ripresi qualche mese dopo per rafforzarne assimilazione. Sono giochi della nostra tradizione e non solo, spiegati in inglese ed attraverso la dimostrazione. Es: strega comanda colore, lupo mangia frutta, rubabandiera, il gioco delle scatoline chiuse, telefono senza fili, ecc.
- si chiudono nuovamente in nostri occhi per il rito di conclusione (“ten… nine… eight…” fino a tornare all’uno e…)
- mi tolgo la maglietta magica e saluto in italiano: “CIAO!! BEN TORNATI NEL MONDO DELL’ITALIANO!!”
Ecco allora i principi fondamentali che stanno alla base della metodologia che applico:
- la BUONA COMUNICAZIONE. La relazione che intercorre tra me e gli alunni deve basarsi su un buon rapporto comunicativo. La comunicazione non passa solo attraverso le parole ma, soprattutto in questo caso, per mezzo dello sguardo e del comportamento mimico espressivo.
- il BILINGUISMO Per far sì che il bambino impari la seconda lingua, l’apprendimento non deve comprendere la lingua madre. Quando ascoltiamo qualcuno parlare cerchiamo di comprendere il messaggio e per comunicare con lui e quindi farci capire useremo lo stesso codice. I bambini non parlano un’altra lingua se sanno di poter farsi capire usando, senza fatica, la propria e per questo motivo l’insegnante finge di non saperla.
- e naturalmente il FORMAT NARRATIVO! Format significa routine di azioni. Da quando nasce, il bambino vive attraverso l’adulto delle giornate basate su attività che si ripetono costanti nel tempo. Queste diventano esperienze condivise, importanti nell’iniziare a concepire previsioni sul comportamento altrui. Grazie a questi meccanismi si istaura il desiderio del voler comunicare qualcosa agli altri (intenzioni comunicative). Per parlare nella seconda lingua il bambino deve condividere con l’insegnante delle esperienze all’interno e attraverso questa seconda lingua.
- la PROGRESSIONE LINGUISTICA. Il metodo si basa su tre livelli progressivi di difficoltà e complessità, dall’apprendimento di parole singole fino ad arrivare a frasi ampliate, per ogni format narrativo. La progressione è assicurata dalla ripetizione fino a livello raggiunto.
Qualcuno potrebbe pensare che i bambini abbiano già abbastanza problemi con l’italiano anche senza iniziare l’apprendimento di un’altra lingua.
Attraverso però le “nuove paroline” della lingua straniera, i bambini scoprono come modulare creativamente nuovi suoni. Migliora così il loro controllo sulla pronuncia e sugli organi interessati nel parlare, si affina l’ascolto finalizzato alla ripetizione e l’attenzione verso chi parla per poter comprendere. Tutto questo si è scoperto incidere davvero positivamente sulla lingua madre, anche per quei bambini in cui sono stati riscontrati problemi di linguaggio.
Per qualsiasi informazione potete contattarmi scrivendomi all’indirizzo mail: linda.bertoldo@hotmail.it